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Code in seta di Terenzio e loro utilizzo
Le code in seta hanno assenza di memoria, una gran duttilità ed un'estrema morbidezza. Queste ultime due qualità le conferiscono un uso ben specifico nella pesca. Sono code adatte per pescare a media e corta distanza, quindi trovano migliore utilizzo nei nostri torrenti appenninici e fiumi di fondovalle. Questa non è una regola ma un mio parere, dato che da circa trenta anni pesco in questi ambienti con code in seta leggere. Al contrario, negli ultimi anni, è stato costatato un incremento sull'utilizzo di code in seta pesanti, questo è avvenuto anche grazie alla riscoperta delle canne in bambò che normalmente richiedono code che vanno #4 al #7.
Molte più persone, riscoprono ed apprezzano le code in seta, sia in Italia che all'estero (America e Giappone in primis).
Vediamo ora come usare al meglio, sia le code ultraleggere ( dalla 0'80 alla 1) che quelle leggere
( dalla 2 alla 4).
In pesca, riescono a plasmarsi sull'acqua, la loro morbidezza dà la possibilità di poter disegnare delle curve molto strette, atte a far vincere qualsiasi forma di dragaggio. Questa qualità, la noteremo meglio sulle ultraleggere, essendo più fine, ma di riscontro saranno meno facili ad essere lanciate. Nelle leggere invece, questa peculiarità sarà ancora ben presente, ma con una più facile gestione del lancio.
Consiglio, le code ultraleggere per quelle situazioni di pesca, in cui le trote sono molto diffidenti e con poco vento. Il loro impiego maggiore è, sui chalk stream e su fiumi di fondovalle. Il finale da utilizzare con esse, va dai 3m in giù e si può, indistintamente applicare sia quello in nylon, che quello fatto da Terenzio. Il vantaggio di questo ultimo sta nel fatto, di dare una continuazione alla morbidezza trasmessa dalla coda e fare in modo di avere una posa molto delicata. Le code leggere, trovano più vasto impiego dato la loro caratteristica d'essere più pesante delle ultraleggere, mantenendo nel contempo una pur simile morbidezza.
Il finale da utilizzare con loro va dai 4m ai 5m in nylon o altrimenti utilizziamo uno di 3m di Terenzio e vi si adatta alla fine di esso uno spezzone di circa 30cm dello 0'22 di nylon ,con un tip di almeno 1,40m. Il tutto va collegato con il nodo di giunzione loop to loop.
Il lancio
Possono essere lanciate sia nel metodo classico, con la tecnica di Stanislao e in velocità.
Io personalmente utilizzo gli ultimi due. Il primo mi permette di ottimizzare di più i rallentati e quindi di sfruttare al meglio le loro caratteristiche. Facendo con esse, pose molto curve e favolosi raggruppati .
In velocità, sfrutto il minore spessore che hanno (rispetto a una di pari peso in pvc), per fendere meglio l'aria e per penetrare sotto la vegetazione.
La dinamica è il nodo cruciale, dato che le code in seta, essendo meno rigide delle pvc, risentono molto delle vibrazioni e delle brusche accelerazioni, che sono causa di deleterie ondulazioni.
Ondulazioni, che fanno perdere velocità e tensioni di coda, quindi andranno lanciate con una progressione più accentuata e con fasi d'ammortizzamento ben contenute. Difatti, data la loro leggerezza, bisogna fare in modo che esse accumulino maggiore energia cinetica.
Manutenzione
Le code dopo ogni uscita, vanno tirate fuori dal mulinello e fatte ben asciugare. Dopo di che, vengono ingrassate, con un quantitativo di grasso (grasso al silicone), pari a quello che può essere contenuto tra il dito indice e il pollice. Si passa la coda tra le due dita per circa due metri, avendo l'accortezza di farle ruotare, in modo che tutta superficie trattata venga a contatto con il grasso. Ripetere tale operazione x tutta la lunghezza della coda ed infine riporla nel mulinello.
Un espediente che uso è di utilizzare nell'uscita successiva di pesca, la parte di coda non utilizzata in precedenza, di modo che, oltre a sfruttare in ugual misura la coda, utilizzo quella parte che ha avuto maggior tempo per assorbire il grasso.
Per i più pigri, la coda può anche non essere ingrassata, "per alcune uscite", ma solo dopo che ha terminato il rodaggio. Vale a dire, quando la coda ha perso la sua rigidità iniziale e comincia a diventare morbida, fino allora va sempre e tassativamente ingrassata.

sequenza ingrassaggio coda
Caratteristiche fisiche della coda
Le code hanno un profilo DT, con un front taper più o meno rastremato a secondo del peso della coda. Presentano da nuove una certa rigidità, che con il passare delle uscite sul fiume andrà scemando fino a raggiungere la loro fattezza finale ( morbidezza) che conserverà per sempre. Questo fenomeno prende il nome di "rodaggio", Che oltre ad avere lo scopo sopra accennato permetterà alla coda di rimanere sempre più a galla con il passare del tempo. Difatti, da nuova la coda avrà un range di galleggiamento di circa 3 ore, con l'utilizzo continuo, tale range aumenterà, fino a permettervi di pescare per l'intera giornata senza problemi. Per ovviare all'inizio a tale problema poiché la coda è una DT, si può ribaltare e pescare con l'altra estremità. E' vero che tutto questo porta via del tempo, ma, anche le grandi opere hanno avuto bisogno di tempo per essere fatte ed apprezzate.
Finali di Terenzio
Sono delle vere e proprie micro code, con uguali caratteristiche tecniche e fisiche delle code. Vantaggi: assenza di memoria, sono conici ( quindi senza nodi) e sono trattati con lo stesso materiale idrorepellente delle code, le misure vanno da 0,90 cm a 350 cm. Tutto questo vale a dire, che si evita il fastidioso stiramento, sì migliora la trasmissione d'energia dalla coda al finale con conseguente delicatezza di posa, i micro dragaggi dovuti ai nodi saranno eliminati, ed infine il finale sarà ben adagiato sulla pellicola superficiale dell'acqua senza romperla.
Autore: Alessandro Andreoli
Anno: 2008
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