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I Tessitori
Da sinistra: Gianluca e Fabrizio
Sin da bambini siamo rimasti affascinati dalla metamorfosi delle farfalle, un' esempio di miracolo della natura messo davanti alle meraviglie recepibili dai bambini, un baco che tesseva un bozzolo da cui usciva un insetto fatto e meraviglioso.
Questo miracolo si compie ogni volta che un amo con occhiello viene messo su di un morsetto per la costruzione delle mosche artificiali.
Un piccolo miracolo di destrezza e precisione entomologica, un capolavoro di tessitura di peli, piume, e filati vari , intrecciati e elaborati intorno al freddo acciaio per dare vita a figure che "sfarfalleranno" in piena stagione di pesca.
Le emozioni che si provano nel costruire la prima mosca non si dimenticano, assomiglia a quella che si prova alla prima recita, o al primo appuntamento, le mani sudate, tremanti e nervosamente rigide, cose che si provano e non si vogliono lasciar intravedere al "maestro".
Ma se tutto questo viene messo insieme in una serata di costruzione nel nostro Club , è tutta un'altra cosa !
"stasera baetis " , è l'ordine tassativo, e tutti si preparano a "tessere".
Capo chino e lingua bordo labbro, ferri allineati per un' operazione d'arte, fili colorati in bobine re " fuggono" rotolando lungo il bancone dove figure gobbe si danno da fare per creare la loro baetis, e per circa cinque minuti si può dire che non vola una "mosca" !
Allo scadere dei cinque minuti qualcuno comincia a "copiare" felice di poter vedere come si "bilancia" una mosca, come si inizia e finisce un corpicino, quanto e che tipo di materiale usare, semplici e meravigliosi "misteri" che si svelano solo in queste occasioni.
Mentre le mani lavorano agili e asciutte per i veri "tessitori" noi apprendisti cerchiamo disperatamente di capire, tra uno sferruzzare e un altro come si monta una mosca, si comincia a sudare, non è colpa delle lampade poste al bordo-tavolo, è che si dimentica, nella foga e nell'emozione le elementari tecniche di annodatura, tutto, ad un tratto, è difficile, e si ripensa alla moschetta fatta in casa ieri , eppure era bellissima appena fatta, si è guardata e rimirata per ore, si è lanciata in aria per vedere come , miseramente, cadeva sotto sopra o su un fianco, ma era bella ! Mia moschetta fatta con tanto amore, ora mi appariva misera e sguaiata.
Mi accorgo che mi sono rimaste due dita nel noto di chiusura, penso " era meglio usare l'annodatore, eppure Fabrizio c'è riuscito facilmente con quelle dita non tanto piccine " strappo il filo guardandomi in giro, ma non passo inosservato , Alessandro si avvicina con un sorriso di compassione e mi mette una mano sulla spalla,
" nasce o non nasce stà mosca ?" non mi sento neppure di rispondere, ma prima che mi viene qualcosa da pensare già Alessandro appoggia con delicatezza una mosca appena fatta vicino al flacone della colla, in modo discreto , fuori della vista del mio vicino, un "vero tessitore".
"Questa la smonti pezzo per pezzo e te la studi some un reperto anatomico" dice sospirando ad un orecchio Alessandro.
Rimanendo paralizzato dalla cintola in su, riesco a far sparire la mosca in una scatolina porta filo.
Altri esserini vengono alla luce, poi , tutti insieme si emettono le sentenze, è un caleidoscopio di giudizi avversi e battute sarcastiche, " ma che cià a sciatica na vedi che nun se regge in piedi " sbotta Roberto lasciando cadere sul bancone la mosca eseguita da Daniele, che con fare offeso dice " guarda che questa è quella der Sarto (il fiume Salto), a questa je danno perché sembra mezza morta, è na finta !" cercando di salvarsi in "calcio d'angolo"
Marcello chiede pareri a tutti su qualcosa che sembra una mosca, è una mosca ?
"Troppi giri di penna, sembra un "bombo" no na mosca" gli risponde Antonello cercando di capire quale è il dietro o davanti, per un attimo pensò di trovarsi davanti ad un innovativo sistema di costruzione.
Arriva la pizza, ora si ragiona, e mentre si comincia a rimpinzarsi , si discute sul sistema di costruzione, materiale naturale o artificiale ? Colori tenui o accesi ?
Pareri pro o contro vengono messi in discussione fino alla fine della pizza, ma alcuni di noi si rifugiano in disparte a rimirare i piccoli capolavori che questa sera sono nati dalle mani dei Tessitori del
Silk & fly,
piccoli capolavori che presto sfarfalleranno nell'aria per poi posarsi delicatamente sul acqua, e se una trota vuole assaggiarli sicuramente si proverà intimamente un po' di rammarico per la perdita di una piccola creaturina che era stata fatta per tale scopo
" felice è l'uomo che gode il frutto del suo proprio lavoro " recita il saggio, ma felice pure chi riesce come noi a godere ancora di piccole cose come una mosca ben riuscita !
Autore: Franco Emilio Cassani
Anno: 2008
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