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La solita storia

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La solita storia


Siamo a sabato 23 febbraio 2008, mentre andiamo, percorrendo la strada Sublascense, io e Marcello cominciamo a vedere i primi assembramenti di auto alle piazzole consentite, luci, fuochi, gazebo e tende di fortuna fanno pensare a una riunione di amici nottambuli che stappano bottiglie di vino rosso e cuociono carne su fuochi .
Ma questa e la vigilia dell'apertura della pesca alla trota, ancora poche ore e inizierà la mattanza.
Ne parliamo a lungo in macchina, e si riflette al danno che questo porta ad un fiume ormai allo stremo sia di acqua che di fauna, l' Aniene.

In una pizzeria troviamo alcuni pescatori ritardatari partiti la sera di sabato 23 forse per motivi di lavoro, voglio capire cosa provano, quali idee e concetti hanno di questo evento e mi accosto al loro tavolo.

Provengono da Roma, hanno un lavoro che li ha trattenuti sino a tardi, ora alloggeranno presso amici e domani sperano di poter pescare, sono sfiduciati, dicono che tutto questo è colpa delle istituzioni, " se le semine fossero costanti nessuno farebbe una cosa del genere ( l'ammucchiata dell'apertura)" l'altro replica
" leviamo tutto, sono trote di allevamento , è come pagare l'entrata ( la licenza ) e portarsi via quello che si può " mi scoppia un gran mal di testa, questo è ciò che pensano molti pseudo pescatori sportivi,.

Arrivati a destinazione, a Subiaco, Marcello prepara da dormire per me e Ivano, nel frattempo si ragiona per organizzare per Domenica, non siamo venuti per ammucchiarci quindi scegliamo un posto a monte della cartiera di Subiaco, dopo i Monasteri, un posto ricco di vegetazione arborea "sporco" per canne lunghe,
io e Ivano scegliamo una curva e un breve rettilineo con acqua a 10-20 cm. quasi impraticabile per rotanti e passate con galleggiante, Ivano ha una canna da moca nuova

, per una settimana ha fatto esercizio per lanciare con buoni risultati, vuole provare a lanciare, non ha pescare, in ambiente naturale nonostante il freddo mattutino , 12 gradi alle ore 11,20 quando siamo scesi sul fiume.

Io, da parte mia, scendo senza canna, voglio continuare a capire cosa c'è nella testa di questi "dannati dell'apertura "


Pongo domande chiedendo gentilmente un parere per la stesura di questo articolo, devo dire che tutti hanno risposto volentieri (potenza della stampa !!!!),
per prima cosa chiedo come và, la risposta è identica per tutti. Male ! Và male, potrebbero seminarne di più e più grosse !

Con questa prima risposta si comprende che tutti cercano di riempire il cestino, l'attività sportiva, una giornata a contatto del fiume, una comunione dei sensi tra natura e il pescatore non è quello che pervade in questa riposta, i pescatori ormai cercano solo la preda, non riescono a capire che una preda morta non diverte più , non potranno riassaporare "l'attimo".

La seconda domanda richiama l'attenzione sul particolare giorno di pesca, l'apertura, molti rispondono che non vale più la pena farla, ma state pur certi che il prossimo hanno non accenderanno il fuoco perché hanno un camper a disposizione !

La terza ed ultima domanda, la più insidiosa è se si è favorevoli a tesserini o zone protette (riserve)
Ha cosa servono ? questa risposta è accompagnata da varie lamentele, " li a…. non hanno seminato niente eppure ho pagato €…. Per andarci qualche volta" " le riserve; ha cosa servono se si pesca di frodo tutto l'anno? "
Eppure il controllo c'è stato, pure massiccio, perfino la notte di sabato guardie ittiche e forestali hanno controllato camper e sacchi a pelo, pochi uomini è vero ma disposti a lavorare anche la notte, ne ho incontrati un paio su di un fuori strada, ho chiesto loro come procedevano i controlli, la risposta :
" siamo solo noi, la provincia non paga gli straordinari e l'organico è insufficiente, ci vogliono più mezzi e controlli" questo è quanto sorge in sintesi dalla piccola indagine della domenica del 24 febbraio 2008




Mi guardo intorno, piccole e tremanti trote di semina, fario nere , magre, con le pinne ventrali e pettorali corrose dal cemento delle vasche di allevamento cedono alla tentazione di una camola o di un lombrico, insidiate da canne televariabbili di 8 metri buca per buca, vede un ragazzo con 2 canne da spinning , una sotto il braccio sinistro e una nella destra lanciare un cucchiaino rotante nella buca dove un galleggiante roteava nel rigiro , urla, imprecazioni e wafer al cioccolato volano nell'aria, è un clima teso, non c'è niente di sportivo o di umano, è un olocausto della pesca e del pesce !!!!

Continuo a riflettere e a girare tra canne e pescatori con gli occhi piccoli piccoli , sono le 16,30 è tardi ,
la stanchezza, il vino o la grappa si comincia a sentire, la nottataccia, pesa come un macigno, domani o
un altro giorno che ne sarà di questo fiume ?

tardo pomeriggio, la temperatura dell'acqua raggiunge gli 11 gradi, effimere cominciano la loro schiusa, baedis rhodani?

La temperatura dell'aria è di 17 gradi, si suda sotto il fardello dei maglioni e dei giacconi, alcuni si avviano alle proprie vetture, è finita per oggi è finita!





Il mal di testa continua, non riesco a capacitarmi di tutto questo, è vero che anche io , molti anni fa ho fatto aperture di pesca alla trota, ma il pesce c'era, ora è tutto finito.

A chi dare la colpa di tutto questo ?

Le istituzioni che riscuotono i nostri soldi hanno una parvenza di ragione mandando dei volontari e salariati a controllare i pescatori, ma riflettiamo, quante volte siamo stati controllati nell'arco di 4 anni ?
Se poco o mai , questo fatto ci fa comprendere che non c'è sufficiente controllo o i controlli sono poco intensivi, tutto a beneficio dei bracconieri che, a differenza dei pescatori , si nascondono e lavorano con l'oscurità, non solo sul fiume Aniene, ma su tutti i fiumi che conosciamo, dove è maggiore il controllo è presente più pesce !

C'è una nota dolente, ho chiesto a vari pescatori attrezzati con canne da gara, portapesce con cerchio e busta trasparente, casacca sociale, e cappellino cosa ne pensano di unire gli sforzi per formare un coordinativo , unire le forze per difendere le acque, la risposta è allucinante " ogni società "sportiva" è a sé, ognuno pensa alla propria società , le altre sono concorrenza " come se la pesca sportiva è un articolo da vendere !

Guardo la loro attrezzatura, immagino quanto le case produttrici di canne e attrezzature varie possano guadagnare da tutta questa frenesia di catture, immagino quanto gli allevatori possono speculare sulle semine pattuite, una trota di 20 cm ha circa 1 anno di età se ingrassata in ampie vasche, non ha ancora mai riprodotto, questo lo fanno dal secondo anno di vita, i maschi producono seme efficiente dopo il secondo anno, gli speculatori (come costruttori e politici) privano di acqua i nostri fiumi, nostri perché sono parte della nostra vita, gli amiamo, e paghiamo il dovuto affinché sia mantenuto sano.
Acquedotti colabrodo, prelievo indiscriminato, fogne che scaricano in pieno centro urbano a danno del fiume e della salute pubblica, questo è il quadro clinico di molti fiumi italiani.
Che fare ?
Forse è il caso di mettere il naso fuori della finestra e accorgersi che questo o quel fiume non è nostro , ma comprendere che sono TUTTI sotto la nostra responsabilità, operare dunque affinché si raggiunga un accordo per arginare, uniti, questo scempio ma………

Come disse Garibaldi a Teano " si è fatta l'Italia, ora facciamo gli Italiani "

Ci è disposto a fare rinunce ?
Chi è disposto a darsi da fare per gli altri ?
Chi è disposto a difendere tutti i fiumi e non solo quelli di casa ?
Chi vuole, perché l'ama, difendere la natura ?
Chi è pronto da discutere sull'argomento ?

Ebbene, la posta del Sylk & fly è aperta a tutti !!


Ciao da Franco Emilio Cassani



Autore: Franco Emilio Cassani
Anno: 2008




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